Come illuminare ambienti con poca luce naturale?
Gli ambienti domestici con poca luce naturale rappresentano una sfida interessante per chi ama prendersi cura dell’estetica e dell’atmosfera della casa.
Al primo impatto possono causare sconforto e frustrazione: davanti a locali bui e angusti, sembra complesso progettare l’illuminazione in modo da dare una svolta alla situazione.
Per fortuna, con alcuni espedienti semplici è possibile gestire il tutto in maniera azzeccata.
Il primo suggerimento da seguire prevede il fatto di scegliere una fonte di illuminazione che garantisca un effetto visivo all’insegna dell’omogeneità.
In questo caso, si rivelano preziose le plafoniere. Si attaccano direttamente al soffitto, il che rende perfette nelle situazioni in cui si punta a un effetto di pulizia formale o quando la metratura non è generosa, e garantiscono una distribuzione della luce morbida e armoniosa.
Rispetto ai decenni passati, quando le si vedeva soprattutto in ambienti come gli ospedali e le scuole, oggi soddisfano standard estetici anche molto alti.
Non è quindi difficile trovare in commercio soluzioni con forme creative e insolite, ma anche con più luci o design lineare (se vuoi approfondire, prendi ispirazione dalle proposte di Vivida International, un marchio che, negli ultimi anni, sta letteralmente incantando gli appassionati di light design).
Cosa scegliere in caso di soffitto basso
Se l’ambiente con poca luce naturale è caratterizzato anche da un soffitto basso, è consigliabile optare per faretti a incasso o strisce luminose.
In questo modo, si previene il rischio della creazione di ombre fastidiose.
Attenzione alla temperatura di colore
Quando possibile – bisogna sempre tenere in considerazione la presenza di diverse aree funzionali nei vari ambienti domestici – è bene concentrarsi, nei contesti in cui la luce naturale è scarsa, su una determinata temperatura di colore.
Per mimare al meglio l’effetto della luce del giorno, è consigliabile mantenersi entro un range compreso fra i 5000 e i 5500 K.
Come già accennato non è una strada sempre praticabile: nelle aree deputate al relax, per esempio quella vicino al divano nel living, è meglio una luce calda, che favorisce il rilassamento.
Lo studio del posizionamento
Illuminare bene un ambiente con poca luce naturale implica uno studio attento del posizionamento dei corpi illuminanti.
Procedere a caso è uno degli errori peggiori che si possano fare. Un passo falso che molti compiono in questo caso è quello di posizionare una sola fonte di luce al centro del soffitto.
Così facendo, si lasciano in ombra diversi angoli, peggiorando il problema.
L’approccio giusto, una regola da seguire sempre quando ci si occupa dell’illuminazione domestica in particolare in ambienti con più funzioni, è quello della stratificazione: una fonte di illuminazione principale, altre con scopi funzionali e infine l’illuminazione d’accento, fondamentale per esaltare gli angoli più gradevoli dal punto di vista estetico.
Tutti questi punti luce devono essere perfettamente calibrati.
Il potere dell’arredamento
Fino ad ora, abbiamo parlato di come l’attenzione al light design può cambiare le cose quando l’illuminazione naturale non è abbondante.
Essenziale è non dimenticare il ruolo delle scelte di arredamento, a partire da quella del pavimento.
Se possibile, è il caso di orientarsi verso rivestimenti dai colori chiari o caratterizzati da un finish lucido. Giusto per citare alcune alternative, ricordiamo le resine di colore neutro o il gres porcellanato di cromie chiare.
Anche la scelta delle tende aiuta molto. Non basta sceglierle chiare: se i tessuti sono troppo pesanti, la problematica della scarsa luce naturale è acuita.
L’optimum è concentrarsi su modelli a vetro o a pacchetto e su tessuti traspiranti.
Da evitare sono soluzioni con una caduta non fluida e tanti drappeggi: il rischio, scegliendole, è quello di appesantire ulteriormente l’insieme e di rendere l’ambiente ancora più angusto.
